Toxoplasmosi: i sintomi, come si contrae e la cura

Il nome Toxoplasmosi lo sentiamo pronunciare, il più delle volte, dal ginecologo, quando prescrive tutta una serie di analisi che la futura mamma deve fare per assicurarsi che la gravidanza proceda al meglio.

Ma spesso si genera un eccessivo allarmismo nei confronti di tale malattia e degli animali che ne sono coinvolti, in particolare il gatto.

Ma che cos’è la Toxoplasmosi?

Ce ne parla il Dott. Ugo Piccitto, medico veterinario dell’ Ambulatorio Flora.

COS’È LA TOXOPLASMOSI?

La Toxoplasmosi è una malattia protozoaria degli animali.

Foto: Pixbay

Può essere soggetto ad infezione anche l’uomo. I topi sono i veri responsabili dell’infezione dei gatti. Anche gli uccelli sono portatori di Toxoplasmosi. Il principale eliminatore di cisti è il gatto. Normalmente negli altri animali, come per esempio il cane, si incistano a livello dei muscoli e rimangono ferme là.

Si incistano proprio per evitare l’attacco degli anticorpi.

Nei gatti, invece, dopo un certo periodo si riattivano. Dopo essere arrivate a livello intestinale vengono eliminate con le feci.

QUALI SONO I SINTOMI?

La Toxoplasmosi è una malattia asintomatica.

Alcune volte essa si manifesta, negli animali, con alcune poliomiositi o anche con una serie di sintomi che possono confondersi con altre malattie.

Ma solitamente negli adulti umani o animali, a meno che non siano degli immunodepressi (o per altri motivi), è difficile che la toxoplasmosi conduca a delle problematiche.

Il pericolo maggiore è durante la gravidanza perché possono attraversare la placenta durante la gestazione e quindi può creare problemi al feto.

IL GATTO E LA TOXOPLASMOSI.

Il gatto solo una volta nella vita e per un periodo di 3-10 giorni, espelle gli ovocisti, che sono la forma infettante del parassita.

Facciamo un esempio.

Il gatto mangia il topo. All’interno dell’organismo del gatto inizia il ciclo degli ovocisti. Gli ovocisti si aprono, si sviluppano e si riproducono. In seguito si spostano a livello intestinale e vengono eliminati con le feci. Questo ciclo avviene nel giro di una ventina di giorni. Una volta eliminate con le feci, le ovocisti, alla presenza di umidità e di ossigeno, impiegano da uno a cinque giorni a rompere la capsula protettiva (la spora) che li protegge, diventando infettanti. Nel momento in cui il gatto sviluppa gli anticorpi, non  elimina più le oocisti.

COME SI CONTRAE LA TOXOPLASMOSI NELL’UOMO?

Nell’uomo la Toxoplasmosi può essere contratta attraverso il gatto, per via diretta, con l’assunzione delle oocisti.

Ma non è solo questo il canale per l’infestazione nell’uomo.

Infatti tale infestazione è data dalla ingestione di carne cruda o poco cotta, specialmente la carne di suino, di verdure lavate male, con l’assunzione di salumi e insaccati.

Questi ultimi non sono soggetti a cottura ed i metodi di conservazione (la salatura, il fosfato, la stagionatura e quant’ altro) non riescono a distruggere le cisti.

Infatti le cisti sono contenute in delle spore che le proteggono e le rendono immuni. Di conseguenza esse possono vivere nell’ambiente anche per diversi mesi o addirittura per anni.

La loro forma finale, le oocisti, quella più resistente nell’ ambiente, può resistere addirittura per anni.

I PERICOLI DELLA TOXOPLASMOSI PER L’UOMO.

Il pericolo maggiore, come già detto in precedenza, è durante la gravidanza, perché le cisti possono attraversare la placenta durante la gestazione, creando così, problemi al feto.

Durante la gravidanza il ginecologo prescrive una serie di analisi che la futura mamma deve fare per assicurarsi che tutto proceda bene.

Tra queste vi è un test che rivela se il soggetto ha già contratto la Toxoplasmosi (quindi ha già sviluppato gli anticorpi) o meno.

In caso di test negativo agli anticorpi, la futura mamma dovrà prestare molta attenzione a non contrarla durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre, perché c’è la segmentazione, lo sviluppo embrionale e la Toxoplasmosi potrebbe creare problemi al feto a  livello cerebrale.

Ovviamente è meglio non contrarla affatto nel corso dell’intera gravidanza.

I ginecologi, con un allarmismo esasperato, consigliano alle future mamme di allontanare i propri animali. Tutto ciò non è strettamente necessario, basta usare qualche precauzione. Infatti il gatto non è pericoloso. E’ sufficiente pulire la lettiera almeno ogni 48 ore. Ovviamente è meglio se la lettiera viene cambiata da una persona diversa dalla donna in gravidanza. In caso ciò non sia possibile è consigliato l’uso di guanti.

Numerosi veterinari donna hanno continuato ad esercitare la professione anche in gravidanza, ovviamente con le dovute precauzioni.

Esistono test rapidi sulle feci degli animali, che permettono di vedere se c’è toxoplasma. Il test va ripetuto, proprio per il loro periodo di sviluppo, ogni 15 giorni. E’ necessario che i test siano negativi per due volte consecutive per poter affermare che il gatto non è eliminatore di ovocisti per la toxoplasmosi.

Come per tutte le cose è meglio la prevenzione, non aspettare che magari il gatto possa manifestare o avere qualche sintomo.

CURA

Negli animali la toxoplasmosi si cura con dei semplici antiparassitari vermifughi.

Meglio evitare di alimentare gli animali con carne cruda, poco cotta.

Il gatto non deve andare a caccia di topi, anche se ormai è molto raro, almeno in città, che un gatto vada a caccia di topi.

Probabilmente è più facile riscontrare una tale situazione nelle campagne.

Fonte dell'articolo Accedemia del Caos

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